Un microcosmo di resistenza alla politica del terrore israeliana

Fra le colline della Palestina, quelle del distretto di Nablus e vicine alla piccola citta’ di Aqraba, si nasconde un minuscolo villaggio di ottanta abitanti – per lo piu’ pastori – e altrettanti animali. Un paese separato in due frazioni: Yanoun basso si trova in fondo alla vallata, mentre Yanoun alto si distende sull’estremita’ opposta, ai piedi della collina sovrastante.

Foto: R.K.
Foto: R.K.

Yanoun alto e Yanoun basso sono frazioni dello stesso villaggio, anche se a livello legale non e’ cosi’. Il motivo va ricercato nel modo in cui il governo israeliano amministra i territori della Cisgiordania, che occupa illegalmente dal 1967. La Palestina, eccezion fatta per la Striscia di Gaza, e’ divisa in tre diverse zone: Area A (amministrazione civile e militare palestinese), Area B (amministrazione civile palestinese e controllo militare israeliano) e Area C (completo controllo civile e militare israeliano). L’80% della popolazione palestinese vive ammassata nelle aree A e B, dove governa un’illusoria autorita’ palestinese, per la verita’ priva di ogni potere e sottomessa ai voleri e alle restrizioni economiche di Israele. Piu’ del 60% della Cisgiordania e oltre 300000 palestinesi si trovano invece in quella che Israele ha dichiarato Area C. Si tratta di ettari di terra pressoche’ confiscata, in cui i palestinesi non hanno il diritto di costruire nulla, nemmeno un muro per riparare il bestiame: sarebbe edificazione illegale.

Oltre a cio’, moltissime case dei villaggi nell’Area C hanno ricevuto, chi prima e chi dopo, un ordine di demolizione. Nessuno sa quando arriveranno i bulldozer israeliani: potrebbe essere fra un anno o anche due, oppure potrebbero presentarsi l’indomani. Centinaia di famiglie vivono cosi’ in una situazione di estrema precarieta’ fisica ed esistenziale: incapaci di pianificare la propria vita, devono accontentarsi di sopravivvere giorno dopo giorno, sperando che Dio gliela mandi buona ancora per un po’. Chi non riesce a reggere  la pressione fugge nelle zone  che ancora appartengono all’Area A o B, assecondando cosi’ il volere delle autorita’ israeliane e il loro progetto di ottenere tutta la terra ormai svuotata di ogni singolo palestinese. Addirittura, c’e’ chi nell’Area C decide di distruggere la propria casa prima che lo facciano i soldati israeliani, perche’ in questo modo si evita di dover subire la beffa della tassa da pagare per la demolizione.

 

Yanoun e’ un villaggio minuscolo ma al tempo stesso specchio dell’esistenza e della resistenza in Palestina. La frazione di Yanoun basso appartiene all’Area B, mentre quella di Yanoun alto all’Area C. La colpa di Yanoun alto e’ quella di trovarsi in territorio di interesse per l’espansione israeliana: sulle cime delle colline di tutta la Palestina e non solo di quelle del distretto di Nablus, sorgono  insediamenti di coloni israeliani – illegali secondo le convenzioni di Ginevra – che si ingrandiscono di settimana in settimana e che sono collegati fra loro da strade in cui i palestinesi non possono transitare. Ad oggi, si contano 150 insediamenti e piu’ di 540000 coloni in Cisgiordania. Oltre a cio’, moltissime terre sono state confiscate per far spazio agli oltre 100 avamposti militari israeliani.

Le colonie israeliane in Cisgiordania si dividono essenzialmente in due categorie: quelle a scopo economico, abitate da israeliani interessati ad approfittare dei prezzi estremamente bassi delle abitazioni e dei sostanziosi supporti garantiti dal governo, e quelle a scopo ideologico, le piu’ violente e pericolose per i palestinesi, abitate per lo piu’ da coloni e colonizzatori convinti che tutta la Palestina debba essere svuotata dei suoi abitanti e occupata da soli ebrei israeliani.

Yanoun si trova in una vallata, circondato da colline sulla cui cima si impongono, come a voler mostrare tutto il loro potere, sette insediamenti israeliani. Per ulteriori informazioni, e’ possible consultare il sito internet di Itamar, uno degli insediamenti ideologici circostanti: http://www.shechem.org/itamar/econt.html

Yanoun fa esperienza quotidiana della strategia del terrore messa in pratica dallo Stato di Israele, e ha inoltre vissuto sulla sua pelle la violenza dei coloni. Nel 2002, infatti, numerosi coloni israeliani discesero nel villaggio e costrinsero alla fuga tutti gli abitanti.il sindaco del villaggio, ricorda quei momenti: “Venivano ogni sabato sera, di notte, con i cani e le pistole. Salivano sui tetti delle case. Picchiavano gli uomini di fronte ai bambini. Un sabato dissero che sarebbero tornati la settimana successiva, e che entro allora tutti avrebbero dovuto lasciare il villaggio. E cosi’ tutti lasciarono le proprie case e i propri passati durante quella settimana.”

Ma grazie alla pressione della comunita’ internazionale e grazie al lavoro di attivisti locali oltre che del gruppo pacifista israeliano Ta’ ayush (http://www.taayush.org/), gli abitanti di Yanoun poterono tornare nelle loro case e ricominciare a vivere, seppur nella precarieta’ e nella paura.

Da allora, la costante presenza di internazionali – durante tutto l’anno per 24 ore al giorno – assicura un minimo di protezione. Negli anni, Yanoun ha subito ancora diversi attacchi da parte dei coloni israeliani, ma ha saputo continuare a esistere e oggi e’ ancora una realta’ – sicuramente molto scomoda per alcuni – della vita e della resistenza in Palestina.

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