Senza terra, senza casa

Non ha perso tempo il governo israeliano; immediatamente dopo aver concordato il cessate il fuoco a Gaza ha annunciato la più grande confisca di terra palestinese da 30 anni a questa parte.

La confisca di 400 ettari di terreno è stata presentata come la risposta al sequestro e l’uccisione dei tre giovani israeliani, lo scorso giugno, e colpirà almeno cinque villaggi nei dintorni di Betlemme: Al Jaba, Surif, Wadi Fukin, Husan e Nahalin.

Nei giorni scorsi abbiamo incontrato Sheikh Nasser, il nostro contatto ad Al Jaba, che ci ha spiegato quale impatto questa decisione delle autorità israeliane avrà sulla comunità.

La storia che ci ha raccontato è quella di un villaggio che già in passato si è visto sottrarre la maggior parte delle terre e che da tempo vive con la sensazione di essere sotto assedio. Le autorità israeliane hanno recentemente emesso un ordine di demolizione per diciotto case, su un totale di 110 costruite in Area C.

Pressoché quotidianamente decine di famiglie palestinesi si trovano ad affrontare gli ordini di demolizione, che possono interessare qualsiasi tipo di costruzione.

Nel corso del 2013, più di mille persone in Cisgiordania hanno avuto le loro abitazioni  distrutte dall’esercito israeliano in quanto “prive di permesso”. I palestinesi ci provano a richiedere un permesso, ma è praticamente impossibile da ottenere visto che, secondo i dati in possesso dell’Israeli Committee Against House Demolitions, viene rifiutato nel 94% dei casi.

Ieri abbiamo visitato un piccolo nucleo ai confini del deserto costituito da una ventina di case; su cinque di esse pende l’ordine di demolizione. Sono entrata in una delle “case”,  in realtà un unico grande locale in cui vivono nove persone.

IMG_1189
Foto: L. Pianezza/PWS

Poco lontano abbiamo visto una tenda in cui è costretta a vivere una famiglia la cui casa è stata demolita una decina d’anni fa. Immagino che la stessa sorte toccherà alle famiglie che abbiamo visitato.

Non siamo riusciti a capire perché il governo israeliano sia particolarmente interessato ad impossessarsi di questo lembo di terra desertico, ma capiamo molto bene l’interesse per il terreno attorno ad Al Jaba. L’intenzione è quella di ampliare l’insediamento di Gvaot e i vicini avamposti; da più parti sentiamo dire che i piani per l’espansione colonica della zona erano pronti da tempo e Israele aspettava solo il pretesto per poterli attuare.

L’area della confisca è strategica; se gli israeliani costruiscono in questa zona si garantiscono la continuità territoriale tra la Linea verde e gli insediamenti, facilitando il collegamento diretto fra il blocco colonico di Gush Etzion e Gerusalemme. Ai palestinesi verrebbe al contempo impedito l’accesso all’area.

mappa di

Ad Al Jaba Nasser ci ha accompagnato in quella che una volta era la sua terra e ci ha detto di aver risparmiato anni per poterla comperare “e poi loro arrivano e si prendono 400 ettari di terreno, come niente fosse!”

La confisca della terra e la conseguente espansione delle colonie daranno il colpo di grazia al paese di Al Jab’a e ai suoi abitanti e come dice Nasser ”non ci rimane più niente, saranno contenti solo quando riusciranno a scacciarci dal nostro villaggio”

In questi giorni girano voci che dicono che la confisca potrebbe non aver luogo viste le critiche mosse della Comunità internazionale; ma gli abitanti dei villaggi sono concordi nell’affermare che la confisca ci sarà; se non ora nel prossimo futuro, quando l’interesse dei media sarà rivolto altrove.

Nel frattempo gli israeliani si stanno portando avanti ed hanno già cominciato ad allacciare acqua ed elettricità dove dovrebbero sorgere le nuove case delle colonie.

Nasser ci ha lasciato con queste parole “Israele ha il diritto di difendersi, ma qui non siamo in Israele e la confisca non ha niente a che vedere con la difesa. Che se ne tornino nelle loro case e ci lascino vivere nelle nostre!”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...